Franca Viola

(Alcamo, 9 gennaio 1947)
Prima donna italiana ad aver rifiutato il matrimonio riparatore

Franca Viola venne rapita, violentata e segregata per otto giorni da Filippo Melodia, con il quale era stata fidanzata. Il padre di Franca aveva chiesto di rompere il fidanzamento quando Melodia era stato arrestato per furto e appartenenza a una banda mafiosa. Al padre venne proposto il matrimonio riparatore che secondo la morale e le leggi dell’epoca (art. 544 e 530 del codice penale), estingueva il reato di violenza sessuale, che era considerata oltraggio alla morale e non reato contro la persona. I genitori di Franca si accordarono con le forze dell’ordine, fingendo di acconsentire, e questi riuscirono a liberare Franca arrestando Melodia. Franca Viola rifiutò il matrimonio riparatore con queste parole: “Io non sono proprietà di nessuno, nessuno può costringermi ad amare una persona che non rispetto, l’onore lo perde chi le fa certe cose, non chi le subisce”. La Cassazione condannò Melodia e sette complici a 5 anni e due mesi ciascuno. L’8 marzo 2014 Franca Viola è stata insignita al Quirinale dell’onorificenza di Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana dal Presidente della repubblica Giorgio Napolitano con la motivazione: “Per il coraggioso gesto di rifiuto del matrimonio riparatore che ha segnato una tappa fondamentale nella storia dell’emancipazione delle donne nel nostro Paese”.