(1908, Vladivostok – 1999, Vladivostok)
Capitana di navi transoceaniche
La grande passione di Anna per il mare la convinse a candidarsi al Collegio marittimo di Vladivostok. Nonostante la forte concorrenza (200 persone per 40 posti disponibili) passò la selezione. Per mantenersi lavorava di notte come infermiera, addetta alle pulizie e aiutava persino a scaricare le chiatte con altri ragazzi. La sua tenacia venne premiata con la laurea nel 1929. Anna iniziò la sua carriera come semplice marinaio, in seguito divenne assistente superiore del comandante e a 27 anni, grazie alla sua bravura, riuscì a diventare la prima donna comandante del mondo. In un’intervista disse “Dai giornalisti ho saputo che sono la prima donna comandante, devo dire che è stato tutto molto insolito per me, in 10 anni di carriera marittima, nessuno aveva mai fatto troppe domande sul mio lavoro… Da un lato, devo ammettere che questo faceva piacere alla mia autostima, ma dall’altro mi infastidivano le domande della stampa”. Nell’inverno del 1936 la sua nave rimase bloccata nel ghiaccio e andò alla deriva per 11 giorni, con le scorte di cibo e acqua esaurite. Grazie alla sua competenza ed esperienza, riuscì a trarre in salvo piroscafo ed equipaggio. Per questo le fu conferito l’Ordine della Bandiera Rossa del Lavoro.

